Non c’è niente di apparentemente nobile nella terra, nella polvere, nel fango: è qualcosa di inanimato, che resta sotto i nostri piedi e magari disturba perché ci sporca le scarpe.
Ma Dio ha creato Adamo proprio dalla polvere del suolo, rendendo una manciata di terra la culla della vita. Ciò che non sembra avere alcuna dignità, nelle mani di Dio diventa uno strumento per la realizzazione del Suo progetto. Un pugno di terra può accogliere un seme e custodirlo fino a farlo germinare e germogliare, diventando in esso elemento vivo. Così il nostro corpo mortale, corruttibile, debole, misero, può accogliere Gesù Eucarestia e lasciare che trasformi il poco che siamo, rendendoci davvero Vivi. (1Cor 15,12-20)

Bellissima riflessione! Grazie