«Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi?».
La nostra speranza è la tua Sapienza, il tuo sguardo sul mondo, la tua conoscenza di verità. Il tuo bene è il nostro bene. Da soli siamo pusillanimi che giocano ancora a fare la guerra nonostante tutte le intelligenze che riteniamo di possedere o persino di creare. Invochiamo il prodigo della pace, della tua pace, non come quella degli uomini che stabiliscono sempre vincitori e vinti ma vogliamo quella che conosci Tu, che dà a tutte e tutti la possibilità di essere ascoltati, di essere accolti e di ricominciare.
Mt 13,54-58

Nel mirabile passo del Levitico il Signore stesso detta a Mosè l’intero calendario liturgico per il popolo d’Israele, con date, riti, ecc. Per noi è la Chiesa, che ha fatto la stessa cosa sulla base di quanto operato da Gesù stesso e di quanto ricevuto dalla tradizione. Su questi punti fermi hanno poggiato i diversi adattamenti ai tempi e ai luoghi. Tra questi naturalmente ci hanno particolarmente riguardato le innovazioni discese dall’ultimo Concilio. Dico con sincerità che non tutte sono congeniali con la mia sensibilità, ma due trovo estremamente positive: l’introduzione della prima lettura (quella dal Vecchio Testamento) e l’instaurazione del ciclo triennale. In tal modo, mi si dice, è stato reso accessibile ai fedeli l’80% della Sacra Scrittura.