Quante volte pretendo di capire tutto, di avere risposte pronte e di spiegare a Dio come dovrebbero andare le cose nella mia vita. Come Giobbe, davanti ai dolori e agli imprevisti mi sento piccolo, senza argomenti e con l’ansia di non avere nulla sotto controllo. E quando decido di seguire Gesù, la tentazione è mettere sempre un “prima”: prima le mie sicurezze, prima la comodità, prima i miei calcoli.
Ma Gesù mi risponde con una schiettezza che scuote: non ci sono tane sicure o garanzie umane su questo cammino. Seguirlo significa imparare a fidarsi anche quando non capisco, senza voltarmi indietro a rimpiangere vecchie abitudini.
Oggi voglio smettere di fare il giudice e mollare il bisogno di controllare ogni dettaglio. Faccio un passo avanti nella mia giornata — a casa e al lavoro — con le mani libere e il cuore aperto, fidandomi del Suo passo.
(Gb 9,1-12.14-16; Sal 87; Lc 9,57-62)
