Mercoledì 2 settembre

Paolo usa il linguaggio pittoresco delle metafore per far riflettere la comunità e quindi noi sui concetti grandi della fede.
Si rivolge ai suoi come a bambini che si stanno ancora orientando, vivendo nell’incertezza e spesso nella fatica del capire. Inoltre invidia e discordia tra loro sono di ostacolo nelle relazioni, ieri come oggi.
Usa espressioni efficaci come piantare, irrigare la fede, ma il potere di farla crescere è sempre prerogativa di Dio.
È così anche per noi e ci chiediamo quanta testimonianza instancabile, come Paolo al suo tempo, danno uomini e donne del nostro tempo in tutti i settori della vita, dai più umili ai più alti livelli. E Dio pensa a far germogliare e crescere la fede spesso in condizioni inspiegabili ma in chi ha desiderio di rispondere al suo invito di amare.

(1Cor 3,1-9)

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