Mi rivedo in mezzo agli scribi e ai farisei mentre ascolto Gesù, in realtà sento che si tratta di una provocazione per tutti noi. Gesù non sta davvero accusando qualcuno, ma sta elencando semplicemente tutte le tentazioni cui siamo sottoposti. Come l’esteriorità, il formalismo, la pedanteria… L’ipocrisia, anche, di chi si preoccupa più per l’apparenza che per la sostanza. A volte ci impegniamo a mostrare una certa immagine di noi agli altri, un’immagine che sia pulita, che sia il più perfetta possibile. Quello che non ci piace o che pensiamo non possa piacere agli altri, la nascondiamo, agli altri, ma anche a noi stesse. Gesù ci rivolge le parole del Vangelo per spingerci a guardare dentro di noi, senza vergogna e a lasciarlo entrare. Ci ricorda che Lui vuole incontrarci proprio nei luoghi del nostro cuore che sentiamo sporchi, quelli che non mostriamo e che non ci piace guardare. E proprio lì vuole incontrarci e aiutarci a pulirli, per renderci meno ipocriti, più liberi, davanti a Lui, agli altri e a noi stesse.
