Domenica 16 agosto

La fede della donna pagana rappresenta un esempio magnifico di donna coraggiosa e intraprendente, che non ha paura di sfidare consuetudini e pregiudizi, per incontrare colui nel quale confida. Gesù si trova nella sua terra, e Matteo lo sottolinea mediante gli spostamenti, circoscritti all’interno dei confini di Israele. Della donna, invece, viene detto espressamente che esce dai suoi confini per andare incontro a Gesù; si tratta di una straniera.
La risposta di Gesù a una straniera che chiede la guarigione del figlio impressiona per un’insensibilità e una spietatezza che rasentano la crudeltà: «non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa d’Israele». «Dogmaticamente» è tutto in regola e in linea con un’impeccabile tradizione che aspettava il messia come messia d’Israele.
Con l’intuizione e la maturità di chi ha sofferto, la donna riconosce questa prospettiva intransigente, ma subito dopo aver ammesso «è vero, Signore» – rivelando una tenacia e un coraggio non comune – aggiunge: «però anche i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».
Nell’atteggiamento di Gesù, che si arrende alla potenza della fede, è riflessa la situazione della chiesa primitiva, che, a poco a poco, comprende il disegno di Dio iscritto nella storia della salvezza e nella Scrittura. Nella profezia di Isaia il santuario di Gerusalemme, luogo dell’incontro con Dio, era destinato ad essere una casa di preghiera per tutti i popoli. Con Gesù questa profezia si compie. L’antico tempio, fatto da mani d’uomo, viene distrutto e ne nasce uno nuovo, non fatto da mani d’uomo: il tempio vivente del Cristo morto e risorto, dove Dio può essere adorato dagli ebrei e dai pagani, dagli abitanti di Gerusalemme e dai romani, dai concittadini e dagli stranieri. Nella fede, le peculiarità di ogni razza e cultura non vengono mortificate, ma rispettate e valorizzate. Perché la storia dimostra che il tempio di pietre – e ciò che esso rappresenta – crea divisioni e frontiere, mentre la fede rappresenta il luogo dell’appuntamento universale, che distrugge tutte le pareti divisorie e costituisce la nuova comunità messianica in cui Dio prende la sua dimora. (Don Massimo Grilli)

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