Lunedì 10 agosto

​Mi sono sempre chiesta come abbiano fatto gli apostoli, ma anche i primi discepoli, a descrivere a comunicare il fatto “di essere stati veramente con Gesù”; aver ascoltato la sua voce, toccato le sue mani (grandi o piccole? – ruvide o lisce?), quali fossero le emozioni della prima volta che hanno sentito la voce di Gesù figlio di Dio. Curiosità ma anche stupore…. Perché, oggi in modo evidente, compare che il timbro di questo incontro è la GIOIA. Il vangelo di Giovanni parla sì della morte del chicco ma anche e soprattutto dell’abbondanza del frutto. in questi giorni in cui la siccità è significativa e giardini e orti sono gialli, secchi e vuoti portano immediatamente tristezza ed è immediato pensare alla gioia che porta il frutto abbondante. Ultima cosa che mi par di cogliere da tutte le lettura è che la gioia dell’incontro porta la capacità di donarsi, e questo a sua volta aumenta la nostra capacità di amare. Gesù aiutaci a rispondere con gioia alla tua chiamata, “non con tristezza né con forza”.

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