A me sembra che il Vangelo di oggi ci mostri la potenza della fede, una fede con delle caratteristiche ben precise: solida e non timorosa, perché spinge la donna a perseverare, nonostante inizialmente non venga ascoltata. Ed umile, perché non la porta a reagire alle parole di Gesù ma da accettarle ed accoglierle. Cosa non scontata e non semplice da fare.
Ancora una volta fa emergere quanto potenti possano essere la nostra fede ed il nostro desiderio, una potenza a cui forse non sempre crediamo fino in fondo o che, talvolta può fare paura. Perché richiede una profonda responsabilità, anche nel desiderare e chiedere.

È un caso di guarigione a distanza operata da Gesù. Un altro, altrettanto famoso, è quello del figlio del funzionario regio riferito da s. Giovanni (cap. 4, 43-54). L’Evangelista, come in altri casi, tiene a precisare anche l’ora del fatto, l’una del pomeriggio.
Il fatto che Gesù guarisca a distanza è significativo: la sua parola è parola di vita e di salvezza, non c’è bisogno della presenza fisica, basta la fede. Al tempo stesso dobbiamo immaginare la sensazione che le precise coincidenze temporali suscitassero nei numerosi astanti: primo passo, per quelli meglio disposti, verso la fede in Lui.