Il Vangelo di oggi ci riporta la discussione di Gesù con i Farisei su ciò che è puro ed impuro. Il testo parla degli usi e costumi religiosi di quel tempo, parla dei Farisei che insegnavano questi usi e costumi alla gente e parla di Gesù che aiuta la gente e i discepoli a capire meglio questo tema così importante della purezza e le leggi sulla stessa. Gesù apre un cammino nuovo per avvicinare la gente a Dio, Gesù inverte le cose: l’impuro non viene da fuori verso dentro, come insegnavano i dottori della legge, ma da dentro verso fuori. Gesù mette la questione su un altro livello, a livello del comportamento etico. Attraverso la fede in Gesù è possibile raggiungere la purezza e sentirsi bene dinanzi a Dio, senza la necessità di osservare tutte quelle norme e usanze degli antichi. Anche noi conosciamo oggi qualche usanza religiosa di oggi che non ha più senso, ma che continua a essere insegnata? Nella nostra vita ci sono usi e costumi considerati sacri e altri che non lo sono? I Farisei erano giudei praticanti, ma la loro fede era separata dalla vita della gente. Per questo Gesù li critica. E oggi Cristo ci criticherebbe? In che cosa?

Consideriamo la fine del Vangelo di oggi. “Ogni pianta che non sia stata piantata dal Padre mio celeste verrà sradicata. Se ciechi guidano altri ciechi, ecc.” Qui non si tratta certo di vegetali; ma allora che cosa si nasconde sotto questa immagine di pianta? Piante non piantate da Dio sono certamente ideologie, organizzazioni movimenti che propongono la soluzione dei problemi dell’uomo prescindendo da Dio e dai suoi insegnamenti dateci per mezzo del Figlio. Quanti potentati ispirati a sistemi di pensiero agnostici o addirittura atei si sono rivelati, anche tragicamente caduchi e fallimentari! E quante volte loro esponenti in realtà ciechi hanno illuso moltitudini di altri ciechi con esiti rovinosi?