Mercoledì 29 luglio

Quante volte mi capita di restare bloccato davanti a un dolore o a un imprevisto, proprio come Marta davanti alla tomba del fratello: deluso, stanco, magari con un filo di rabbia per come sono andate le cose. Mi viene da pensare che Dio fosse assente o distratto. Ma Gesù incontra Marta lì, dentro quella casa piena di lutto, e le chiede un atto di fiducia totale. E san Giovanni mi svela il perché di questo passaggio: Dio non è un’idea astratta, è un Amore che ha preso l’iniziativa per primo, venendomi a cercare quando non avevo più forze. Oggi capisco che la fede non è non soffrire mai, ma gustare la presenza di Dio dentro ogni mia ferita, trovando il coraggio di fare il primo passo per amare chi mi sta accanto.
(1Gv 4,7-16; Sal 33; Gv 11,19-27)

Un commento

  1. Scopro oggi con piacere che la Chiesa in questo giorno celebra la memoria dei santi fratelli Marta, Maria e Lazzaro. Erano amici fraterni di Gesù, pronti ad accoglierlo e onorarlo insieme con i suoi apostoli.
    La Francia, in particolare la Provenza è stata pronta a far propri i personaggi che, al di fuori degli Apostoli, i Vangeli pongono in stretto positivo rapporto con Gesù: oltre ai tre fratelli ricordiamo Nicodemo, Giuseppe d’Arimatea, la Maddalena, altre Marie ecc. , che dopo l’Ascensione avrebbero lasciato la Palestina per la Provenza. In particolare proprio Lazzaro, il risorto, sarebbe stato il primo vescovo di Marsiglia.
    Ma si tratta di leggende e anche piuttosto tarde.

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