“Chiamati per nome” è il titolo di un canto con cui spesso animiamo le nostre celebrazioni. Parla dell’essere riconosciuti ciascuno personalmente, dell’aprirsi al “noi”, all’incontrare l’altro come sorella e fratello, al sentirsi semi che devono dare frutto.
È l’esperienza di Maria di Magdala di cui ci parla il Vangelo. Maria è disorientata, non sa dove trovare il Signore, è bloccata dai suoi limiti umani, con la morte nel cuore: una situazione che anche noi possiamo aver conosciuto.
Come uscirne? Tenendo gelosamente Gesù tutto per noi, in una intimità gelosa?
No. Per Maria, come per noi, la chiamata personale deve diventare missione, perché è andando verso gli altri che io realizzo il mio nome.
E il canto citato all’inizio si chiude proprio in questa dimensione del “noi”: “E noi tuo popolo siamo qui”.
(Gv 20,1-2.11-18)
