Dinanzi alla minaccia di una invasione dei vicini, Acaz, re di Giuda, è preso dalla sgomento e dalla paura. Isaia, inviato da Dio gli rivela l’inefficace macchinazione dei nemici. Il profeta chiede la fede nei progetti di Dio senza la quale il suo annunzio diventerà senza effetto. Anche Gesù chiede fede alle città e villaggi dove ha compiuto un maggior numero di miracoli e di guarigioni meravigliose. La Parola del Signore parla oggi a noi che viviamo nel cuore della cristianità e non riusciamo a far trasparire nella vita la ricchezza spirituale che il Battesimo ci ha donato e forse abbiamo a noia tanti doni di grazia. Ma come è possibile? E’ questo lo sgomento che prova Gesù che, di fronte a tutta una serie di prodigi che ha compiuto in quelle città, non ha visto quella conversione di vita che si attendeva. Persino le città travolte dalla loro protervia nel peccato come Sodoma, Sidone e Tiro, se avessero assistito a quanto accaduto ora, con la presenza di Gesù, si sarebbero ravvedute. La sua presenza è qualcosa che cambia radicalmente il corso della vita, o -per lo meno- può farlo, a patto di lasciarsi interrogare, di lasciarsi cambiare.
