Venerdì 5 giugno

Gesù è nel tempio, ha appena elogiato lo scriba che ha risposto bene sui due più grandi comandamenti: amare l’unico Dio, e amare il prossimo. Ora il Maestro aumenta la complessità delle sue domande, li interroga sul Cristo “figlio di Davide”, che Davide stesso – mosso dallo Spirito Santo – chiama anche “suo Signore”. Come è possibile ciò? Io, che non conosco a fondo le Scritture, in questi ragionamenti mi perdo, ma mi consola l’invito di san Paolo a Timoteo: le Scritture possono istruire per la salvezza, ma basta la fede in Gesù per ottenerla.

(Mc 12,35-37; 2Tm 3,10-16)

Un commento

  1. Il Vangelo di oggi richiedeva una conoscenza approfondita delle scritture , mi è piaciuto il modo con cui l’ hai affrontata e soprattutto la tua conclusione, che in fondo è la cosa più, importante .
    Il Signore ci vuole umili e semplici

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