Martedì 2 giugno

E’ una vera e propria trappola, quella che i farisei e gli erodiani vogliono tendere a Gesù: Bisogna pagare il tributo a Cesare? In altri termini: dobbiamo riconoscere l’autorità dei romani che stanno occupando la terra promessa? Gesù raccoglie la provocazione : A voi che mi dite che non guardo in faccia nessuno, portatemi una moneta perché voglio vedere il volto che c’è impresso. E poi interroga i suoi interlocutori per invitarli anche loro a guardare e riconoscere il volto. La risposta di Gesù è netta: restituite a ogni aspetto della vita ciò che a esso appartiene cioè sappiate chiamare le cose con il loro nome. Questo vale non solo per l’immagine sul tributo, ma in generale :è difficile a volte vedere una chiara direzione, a volte siamo sommersi da tantissime immagini, ognuna che vuole un pezzo di noi, ognuna che si impone alla nostra attenzione e vuole il suo spazio nella nostra vita. Dov’è l’iscrizione di Dio? A immagine e somiglianza li creò. Dobbiamo rendere a Dio la nostra immagine, che è la sua immagine. Riconoscere quanto accade nel nostro cuore e intorno a noi (le relazioni, gli incontri, le attività) ci permette di non perdere di vista ciò che è essenziale.



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