Dio non è un concetto da capire, ma una presenza da respirare. E oggi, nella festa della Trinità, questo brano di Giovanni ci spoglia di tutte le nostre teologie complicate per lasciarci davanti all’essenziale.
Gv 3,16-18
La Trinità non è un rebus matematico di tre persone in una. È il modo in cui Dio ci dice che non sa stare da solo, che l’amore o è relazione, o si ammala. C’è un Padre che è sorgente, che ha «tanto amato il mondo da dare il Figlio». C’è Gesù, che si fa carne e fragilità per camminare con noi. E c’è lo Spirito, che è il bacio, il soffio che li unisce e che tiene in piedi le nostre vite stanche.
E poi quella parola immensa: «Dio non ha mandato il Figlio per condannare». Che liberazione. Abbiamo passato secoli a raccontare un Dio poliziotto, pronto a punire i nostri errori. Ma lo sguardo della Trinità su di noi è solo compassione. Dio non giudica le nostre ferite, le bacia. Il giudizio ce lo diamo da soli quando ci chiudiamo, quando per orgoglio o paura rifiutiamo di lasciarci amare.
Oggi fate silenzio. Smettete di spiegare Dio e provate ad accoglierlo. (d.Luigi Verdi)

San Patrizio spiegò la Trinità con una piccola pianta : il Trifoglio . Convertì il popolo Irlandese che era osservante della religione dei druidi. A tutt’oggi la comunità Irlandese è cattolica grazie alla Ss Trinità ed allo Spirito Santo che agi’ per tramite di San Patrizio. Buona Festa !