Martedì 26 maggio

In questo passo del Vangelo esplode tutta l’umanità di Pietro. «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto…» e Il suo retropensiero è chiaro: “E adesso? Ne è valsa la pena o abbiamo preso una cantonata?”.
Gesù non si offende, capisce la nostra umana voglia di rassicurazione, ma ci aiuta a capire la nuova prospettiva. Il Regno di Dio non è un investimento finanziario, è una sovrabbondanza di vita. Ci promette il centuplo, sì, ma mescolato alle persecuzioni, cioè alla quotidianità, che a volte fa star male. Non è un colpo di spugna sui problemi, ma la certezza che non saremo mai più soli. Gli «ultimi saranno primi» quando smetteremo di fare i contabili con Dio. La fede non è un merito, ma lo stupore di sapersi amati e proprio in quel momento comincia la vita eterna, che non è il “futuro”, ma il presente vissuto nell’amore.

Mc 10,28-31

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *