Venerdì 22 maggio


«Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?»
Una domanda semplice, inaspettata, assolutamente diretta.
“Mi ami di più…”. E’ quello che si chiedono due persone coinvolte in un amore speciale; non solo sentimento di bene ma radice che continua a generare. Contiene una promessa di legame duraturo, fecondo nel moltiplicarsi, che intende superare ogni avversità insieme.
Gesù fa una richiesta ripetuta, non per sé, ma per ciò che quel vissuto potente può fare nel tempo a venire: la specie umana con tutte le sue fragilità, il pianeta intero con l’ecosistema che lo governa, hanno bisogno di cura. E’ questo che Gesù chiede a Pietro. E’ il passaggio di testimone che va a cascata, dal singolare al plurale, dalla fonte ai canali in cui viene irrigato il terreno. E’ così l’amore, non si ferma, va, tocca, dona vita.

(Gv 17,20-26)

Un commento

  1. Dobbiamo generare un vortice di amore ad abbracciare il creato avendo cura di tutto e tutti senza pregiudizi

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