(Gv 17,20-26)
“Io in loro e Tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo conosca che Tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me”. In questa preghiera al Padre Gesù ci rivela un messaggio splendido: Dio ci ama infinitamente, come ama il suo stesso Figlio. Dio ci accoglie nel suo grembo e ci accetta come siamo. Questa è la più grande dignità di ciascuno, che ci rende unici ed uniti come fratelli. Non solo, ma il più grande desiderio di Gesù (e di Dio stesso!) per ogni uomo è l’unione, la relazione, la comunione anche nell’alterità e nel rispetto della diversità: ‘la vocazione di ciascuno è quella di vivere per amare’.

E come facciamo ad amarci se poi siamo dei popoli in guerra ?
Se quando possiamo vogliamo fregare il nostro fratello?
Se continuiamo a vedere la violenza a vari livelli tra uomini e donne ?
Se sfruttiamo la terra che Dio ci ha dato !
Quanto cammino ancora da fare!
Speriamo nello Spirito Santo che con la prossima Pentecoste riesca a dare qualche segnale di amore a questa nostra umanità in viaggio verso l’amore