Venerdì 15 maggio


Per parlare di un dolore grande, capace però di generare una gioia immensa, Gesù parla dell’esperienza del parto. Questa scelta denota una sensibilità meravigliosa, che mi fa sentire capita e partecipe a pieno titolo al disegno della salvezza. Tutte le volte che leggo questo brano rivivo la nascita del mio primo figlio: undici ore di travaglio e poi… una vita intera …
Concreta e chiara questa situazione: “così anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia”: perché non dovrei fidarmi di Uno che mi co-nosce così bene e che mi ama così tanto?

(Gv 16, 20-23a)

Un commento

  1. Dopo il mistero dell’amore oggi tocca al mistero della vita!
    Da uomo la vita che nasce ho potuto viverla solo da coprotagonista!
    Forse quelle righe ci fanno capire che Gesu e Dio sono anche madre e come ogni madre accoglie e perdona sempre i suoi figli!
    Uguale come nel brano del figlio prodigo
    Dio ci accoglie sempre e fa festa con e per noi !
    Immenso e’ il suo amore per noi e non avremo mai a temere alcun male se a Lui ci affidiamo!

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