(Gv 13, 16-20)
Nel brano di oggi Gesù, dopo aver lavato i piedi ai suoi discepoli, ritorna sul concetto di ‘grandezza’. Per Pietro e per me la sua ‘grandezza’ è davvero difficile da comprendere. Ero ‘grande’ quando segnavo tanti punti a basket, oppure quando superavo brillantemente un esame. Ora quando ottengo gratificazione o visibilità. Mi accorgo, però, che tutto ciò è il contrario di ciò che dice, pensa e fa Gesù: “Dove ci aspettiamo distanza, c’è prossimità. Dove immaginiamo un trono, c’è un pavimento umido” (A. Spadaro). La mia logica umana non collima con la logica divina. Seguire Gesù nella mia vita vuol dire imparare, giorno per giorno, a scegliere liberamente e spontaneamente di servire, di essere ultimo, di non essere visibile e visto … di accettare di essere dono senza chiedere niente in cambio, rischiare l’accoglienza anche di chi mi fa paura. Questo credo significhi scoprire cosa significhi amare!
