Sabato 25 aprile

Cosa rende riconoscibile un cristiano? Come si manifesta la sua fede? La prima lettura ci indica come via quella dell’umiltà, virtù che oggi è sempre più vista come un difetto, perché piace chi sa mostrarsi e chi non si fa mettere i piedi in testa da nessuno. Il cristiano invece deve sapersi fare da parte per mettere in luce Gesù e deve farsi servo per essere Sua imitazione. L’esercizio dell’umiltà trasformerà il credente in un testimone di fede che si esprimerà in una lingua nuova, fatta di parole gentili, rispettose, sincere, resisterà agli attacchi velenosi di chi lo vuole ferire, userà le sue mani, la sua vicinanza, per dare sollievo a chi soffre nel corpo e nel cuore.

(1 Pt 5, 5-14; Mc 16, 15-20)

Un commento

  1. La Chiesa celebra oggi l’evangelista Marco. Sceglie come letture il passo finale della I lettera di S. Pietro, ove questi, scrivendo da Roma (Babilonia non è altro che Roma, così chiamata con il nome della metropoli medio-orientale sinonimo di corruzione e vizio. Del resto anche lo storico pagano Tacito dice: “Roma, quo omnia pudenda confluunt, Roma dove confluiscono tutte le sconcezze”, cosa comune in tutti i tempi nelle grandi capitali) scrivendo da Roma, dico, saluta anche a nome di Marco, che chiama suo figlio, indice del legame di affetto e collaborazione tra di loro.
    Il Vangelo è la conclusione del Vangelo dello stesso Marco, ove questi brevemente accenna all’ascensione di Gesù e agli inizi della predicazione degli apostoli. Un punto mi piace sottolineare. Gli apostoli vengono mandati a diffondere la nuova fede provvisti del potere di scacciare i demoni e guarire gli ammalati. Senza questi miracoli (oggi i miracoli vengono sovente sottovalutati o ridimensionati se non addirittura negati) non si può spiegare come il Cristianesimo abbia preso piede in tante regioni e in tempo relativamente breve: la semplice predicazione avrebbe persuaso pochi per volta, erano i miracoli, le guarigioni soprattutto, che attiravano e inducevano molti a credere!
    E infine: viva s. Marco, patrono delle genti venete!

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