Vorrei che il Salmo 118 fosse impresso nel mio cuore. Che stia lì, che mi faccia camminare per le vie della vita seguendo la Sua legge. Sono parole dolcissime. Quella del Padre non è solo una legge scritta su pietra e data a Mosé, ma una legge che ci guida verso la grazia, con la dolcezza di indicazioni che ci vengono date perché la nostra esistenza sia piena e felice. “Fammi conoscere la via dei tuoi precetti e mediterò le tue meraviglie”. La meditazione non è una pratica solo orientale ma ha radici antiche anche per la nostra fede.
At 6,8-15; Sal 118; Gv 6,22-29
Ci permette di vivere un’intimità con la Trinità, e ci cambia. Riprendiamo ora, e così comprendiamo, le parole degli Atti degli Apostoli nelle quali si dice che nel Sinedrio fissando Stefano videro il suo volto come quello di un angelo.
