Sabato 18 aprile

Al tempo di Gesù le grandi distese di acqua erano ritenute sede di forze maligne non dominabili dall’uomo. Ecco che il suo camminare sulle acque diventa metafora del bene che vince sul male. Si avvicina ai discepoli, impauriti per il vento e stanchi per la lunga remata, per rassicurarli e per farci capire che nella tempesta ci è sempre vicino. Dobbiamo farlo salire a bordo sulla barca traballante che è la nostra vita perché torni la bonaccia e possiamo con Lui raggiungere sicuri la riva.

Gv. 6, 16-21

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