Martedì Santo 31 marzo

Alle porte del Triduo pasquale il Vangelo non smette di sorprenderci. Gesù vive un momento di grande intimità con i suoi discepoli, è a tavola e mangia con loro, ma il suo cuore è turbato. Non riesco a immaginare la forza d’animo che è servita, a Gesù, per poter accogliere con misericordia e cuore aperto ogni tradimento che vedeva camminargli incontro. Giuda lo venderà per denaro, Pietro lo rinnegherà per timore, e sono solo due dei tanti che in un modo o nell’altro lo hanno tradito. Mi ci metto anche io tra questi, tra questa folla che guarda, ma volge lo sguardo altrove. Paure, dubbi, ferite spesso ci hanno portato a lasciare la sua tavola, anche se per poco, a provare a fare a modo nostro. Eppure proprio in queste circostanze si manifesterà la gloria di Dio. Nelle ferite inferte e subite si insinuerà una luce. La luce di chi perdonerà e sarà perdonato. La luce di chi, asciugandosi le lacrime, crederà ancora una volta che la Vita è donarsi e accogliere.

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