Giovedì 26 marzo

….in eterno
Il nostro cervello ha bisogno di certezze, e tutto ciò che scuote le nostre convinzioni lo mette in una sorta di stand-by. Mi chiedo cosa avrà pensato la gente quando Gesù affermò: “Se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno.”
Sicuramente incredulità, poi anche il rifiuto. Eppure, se ci lasciamo interrogare davvero, può insinuarsi dentro di noi un dubbio nuovo, fertile.
Quando abbiamo la pazienza di accogliere le possibilità, qualcosa di inatteso può affiorare alla mente. Di fronte all’incognita della fine, una parola che ci interpella può trasformarsi in speranza, quasi in un momento di poesia, soprattutto in un tempo come il nostro, spesso dipinto come immerso nelle tenebre.
Sì, le tenebre ci vengono raccontate ogni giorno. Ma possiamo scegliere di ritagliarci attimi per guardarci dentro e condividere parole di speranza. Perché anche un piccolo spiraglio di luce, quando lo si accoglie, può cambiare il modo in cui attraversiamo il mondo.

​Gv 8,51-59 / Salmo 104

2 commenti

  1. Gesù nel vangelo di oggi afferma platealmente la sua divinità. Ricorre nientemeno che alla definizione-affermazione di Dio nella teofania del roveto ardente nel libro dell’Esodo: Io sono. Nessun filosofo metafisico ha potuto rendere la realtà della trascendenza con espressione più appropriata ed esaustiva.

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