Oggi Maria mi insegna che Dio non cerca supereroi, ma persone disposte a fargli spazio tra le cose di ogni giorno. Spesso mi comporto come il re Acaz: mi chiudo nei miei calcoli e nelle mie preoccupazioni, convinto che tutto dipenda solo da me e dalle mie forze. Ma il Salmo mi scuote: a Dio non servono sacrifici o sforzi perfetti, ma un cuore che dice semplicemente «eccomi», così com’è. Gesù, nascendo come uno di noi, mi dice che la vita spirituale non è una fuga dalla realtà, ma abitare con amore il mio lavoro, la mia stanchezza e i miei incontri. Oggi scelgo di non temere gli imprevisti, ma di accogliere la vita come viene, sicuro che Dio sta già lavorando nel mio quotidiano.
(Is 7,10-14; 8,10; Sal 39; Eb 10,4-10; Lc 1,26-38)

Nella festa del concepimento di Gesù nel grembo della Vergine la Chiesa affianca al vangelo dell’Annunciazione il passo della lettera agli Ebrei in cui è preannunciato il sacrificio della croce, l’unico che reca all’umanità la salvezza. Il bambino che dopo nove mesi nascerà, lo accetterà da adulto, in piena adesione al disegno del Padre.