Morire nel nostro peccato è non credere che Gesù è “Io sono”, cioè Dio Padre. Credere significa assumere lo sguardo di Gesù sul mondo. E’ trovare tracce di Dio nelle vicende di ogni giorno. Essere buoni genitori o onesti nel lavoro diventa un modo di testimoniare che Dio è il fondamento della nostra esistenza. Mettersi al servizio degli altri è mettere in pratica la giustizia evangelica. Vedere l’altro non come un estraneo ma come un fratello portando amore anche nelle situazioni più difficili. Solo così non moriremo nel peccato e potremo seguire Gesù all’incontro con Dio Padre.
Gv 8,21-30
