Ogni giorno il Signore torna a chiedere la nostra amicizia, e non i nostri servizi; ogni giorno torna a ripeterci: “Tu non mi devi niente, se vuoi puoi seguirmi”. Fino a quando non impareremo la sua misericordia e la sua generosità e pretenderemo di avere dagli altri “quello che ci devono”, rimarremo sempre schiavi della logica del debito. Basta pensare “da te questo proprio non me lo aspettavo”, “non ti comporti mai come si deve”, “questo proprio me lo devi”, “se mi vuoi bene, devi fare così…”. Giudicare gli altri e pretendere da loro buoni comportamenti cementifica sempre più dentro di noi la logica della prestazione. A furia di non perdonare nulla, non riusciremo mai a sentirci perdonati dal Signore. Lo spazio del settanta volte sette è un cammino dove incontri, doni ricevuti, errori commessi, torti subiti, incomprensioni, stati d’animo concorrono a formare una personalità. Un cammino spesso tortuoso, a volte in salita, dove conoscendoci, impariamo a guardare con benevolenza chi fatica al nostro fianco. Un cammino dove ci scopriamo, più che mai, fratelli.
