Sabato 21 febbraio

Un commento

  1. Il pubblicano (aveva in appalto l’esazione delle tasse per conto di Roma) Levi è da sempre identificato con il futuro evangelista Matteo. Chiamato da Gesù, prima di seguirlo definitivamente si congeda da colleghi, conoscenti ecc. con una grande festa, cui è invitato Gesù stesso. È chiaro che l’ambiente non era per lo più formato da persone dalla condotta ineccepibile. Alla critica dei Farisei il Maestro replica con la famosa risposta: come il medico non va dai sani, ma dagli ammalati, lui non va dai giusti, ma dai peccatori, perché si convertano. Il problema è proprio in quest’ ultima proposizione finale, sulla quale oggi diffusamente si sorvola. Diffuso infatti è questo pensiero: “L’uomo è per natura peccatore (sbagliato: Dio non l’ha creato peccatore!). Quindi Dio, che è buono, è “tenuto” ad aiutarlo, perché si possa salvare”. In questo modo l’uomo vive come il mondo lo fa vivere, senza alcun sostanziale sforzo di cambiamento, tanto la misericordia di Dio alla fine c’è comunque. E il “perché si convertano” dove va a finire?

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