La capacità di Gesù di guarire nel corpo e di pronunciare parole di salvezza lo precede e così in ogni posto trova molta folla ad aspettarlo. Così tanta che lui tralascia le cose quotidiane, come il prendere cibo, per dedicarsi ai bisognosi. I discepoli, da poco con lui, sono ancora molto lontani dalla sua logica e rimangono perplessi dal suo zelo per il prossimo, tanto da lasciarsi andare ad un giudizio forte: “E’ fuori di sé”.
Fuori di sé perché si dedica al prossimo senza misura, perché è disposto a trasgredire il riposo del sabato per guarire, perché si carica di tutto il male del mondo senza averne colpa. Cerchiamo di fare nostra almeno un po’ della sua pazzia per dedicarci con amore a chi soffre vicino a noi.
Mc. 3, 20-21
