Quando si presenta a Maria, l’angelo non le fa una proposta, non le chiede se accetta il ruolo che Dio le affida; si limita a descriverle cosa avverrà e a infonderle coraggio. Maria è già da tempo coinvolta nel disegno di Dio: è stata concepita senza peccato, sua cugina Elisabetta attende il Battista… tutto ciò che le Scritture hanno annunciato viene portato a compimento. Ma allora, se non ha alternative, se tutto è già previsto, che valore ha il suo “sì”? Con quel “sì” Maria ha scelto di non accogliere passivamente gli accadimenti, di non lasciarsi trascinare dalla corrente che l’ha investita: ha scelto di tenere saldo il timone per guidare la sua barca lungo la rotta migliore. Anche a noi capitano vicende e situazioni che non abbiamo il potere di rifiutare o cambiare, e magari ci domandiamo: “Ma perché proprio a me?”. Sull’esempio di Maria possiamo scegliere di affrontare quelle situazioni mettendo in gioco tutto noi stessi, possiamo decidere di viverle pienamente, facendo quanto in nostro potere per trasformarle in occasioni di crescita nella fede, ascoltando la voce dell’angelo Gabriele che anche a noi dice “Non temere”.
Lc 1,26-38
