Giovedì 18 dicembre

Il vangelo, quello di oggi, sembra un testo storico, un brano di cronaca, ma quello che mi ha colpita leggendolo è la figura di Giuseppe, lo sposo di Maria, il suo dire sì.
L’eccomi di Giuseppe permette di passare dal sogno alla realtà: “quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa” (1,24). L’eccomi non è fatto di parole, ma di gesti, i dubbi e le domande lasciano il posto all’umile obbedienza. La storia di Dio cresce e si rivela dove l’uomo accoglie la Parola anche quando appare misteriosa. Giuseppe non rinuncia a comprendere, ma non pretende di misurare la volontà di Dio con la sua ragione. Contemplando l’umile e straordinaria santità di Giuseppe, chiediamo la grazia di aderire con gioia alla volontà di Dio.

Mt 1,18-24

2 commenti

  1. Per andare totalmente in crisi sulla giustizia e quindi sulla Pace suggerisco l’editoriale di Avvenire di oggi…..

  2. Da vari giorni le letture e i salmi battono su un unico concetto: la giustizia. Il Regno preannunciato da Isaia da Geremia sarà essenzialmente un regno di giustizia, e questo termine ricorre innumerevoli volte nei loro testi, oltre che nei Salmi. Indubbiamente c’è un riflesso della vita concreta: tutto il mondo era paese anche allora, e non per niente i libri Sapienziali minacciano più volte severi castighi di Dio ai giudici ingiusti.
    Ma la giustizia che ricorre nelle letture di questi giorni va certamente al di là di quella richiesta per il vivere normale. È una giustizia nuova, la cui natura apparirà chiara dopo l’arrivo del Giusto per eccellenza, il Redentore preannunciato dai profeti, che coniugherà la giustizia con la misericordia. E non è certo un caso che la Chiesa proponga il tema della giustizia nell’Avvento di Colui che l’ha portata.

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