Negli anni mi sono trovata a partecipare a molti funerali e a vivere la perdita di persone profondamente amate, parenti e amici. Per certe morti trovavo una logica, legata soprattutto ad un fattore anagrafico, mentre per altre faticavo a trovare una giustificazione. Col tempo ho imparato che i disegni di Dio non sono i disegni dell’uomo e che diventava per me necessario soffermarmi sulla mia idea di aldilà. Ecco che accettando la verità che questa vita è un passaggio verso una vita compiuta, completa e soprattutto diversa da questa, penso alla resurrezione come ad una condizione di pace e felicità e mi rassereno nel pensare che tutte le persone a cui ho voluto bene ora “sono uguali agli angeli e, essendo figli della risurrezione, sono figli di Dio”
Lc. 20,27-40
