L’estate è finita e in un secondo ci troveremo a pensare al Natale; in mezzo ci sta questo tempo densissimo di feste, di gioia ma anche di vita di comunità. E tante tantissime cose da fare. E spesso mi ritrovo a guardare oltre, ai colli e a sperare in un po’ di tempo per fare una passeggiata nel verde …anzi nel giallo e rosso e marrone…
E così istintivamente alzo lo sguardo al cielo e mi accorgo che passo moltissimo tempo con lo sguardo rivolto a terra o in avanti, molto fissa sulle cose da affrontare, la logistica sui mille messaggi che arrivano, a me come a tutti per riprogrammare etc. Un po’ cosi si perde il gusto vero delle cose e la leggerezza “dello sguardo verso il cielo”, della relazione semplice e fondante con Dio. Non sono sbagliate le cose o gli appuntamenti in sé e per sé ma il mio rapporto con loro… quando diventano queste “cose” il fondamento e il ritmo di ogni giorno, rubando il posto di Dio ma …. anche del mio essere persona.
