Quanta fatica Signore ad essere onesti prima di tutto con sé stessi. Sempre pronti a giudicare gli altri perché forse in primis non amiamo nemmeno noi stessi. E quando mi accorgo dei miei limiti, il salmo mi consola: Dio mi conosce fino in fondo e non si scandalizza delle mie ombre. Gesù nel Vangelo è diretto: non serve mascherare le fragilità, perché ciò che conta è lasciarlo entrare dentro, dove c’è vita vera, non apparenza
(Sal138;Mt23,27-32)

Oggi, festa di s. Agostino, preghiamo il grande vescovo, padre e dottore della Chiesa, di intercedere per il suo seguace, monaco agostiniano Leone XIV, di assisterlo e confortarlo nel suo ministero.
La prima Lettera ai cristiani di Tessalonica (oggi Salonicco, la seconda città della Grecia) è la più antica di s. Paolo, anzi è il più antico degli scritti del Nuovo Testamento. Nel passo di oggi intanto l’Apostolo ricorda ai Tessalonicesi che mentre portava loro il Vangelo lavorava per mantenersi, quando – come dirà più volte in altre lettere – sarebbe stato dovere delle singole comunità provvedere al suo sostentamento. Aggiunge quindi di essersi comportato con loro come un padre, premuroso e apprensivo, affermando – da effettivo apostolo – che quanto portava era vera parola di Dio, che egli ringrazia per i frutti, che non sono mancati, della sua evangelizzazione