In una società ossessionata dall’apparenza, il testo ci invita a riflettere su un’onestà e un’affidabilità che partano dall’interno. Il concetto del bicchiere, pulito prima all’interno per poter splendere anche all’esterno, ci ricorda che tentare di salvare la facciata non salverà mai l’anima. Questo è il motivo per cui Gesù si sentiva a suo agio con chi aveva già “perso la faccia”, come peccatori e prostitute. La loro condizione li metteva in una posizione paradossalmente avvantaggiata. Non dovendo difendere una reputazione, potevano concentrarsi totalmente sulla loro sostanza. La loro conversione non era un lifting superficiale, ma una trasformazione profonda del cuore, perché il loro unico timore era il giudizio di Dio e non il giudizio degli altri.
Mt 23,23-26
