Il tema della Parola di oggi è Giustizia
Se qualcuno vi domandasse cosa orienta le vostre scelte e il vostro stile di vita, cosa rispondereste? Oggi va tanto di moda sbandierare i valori cristiani come principio culturale che contraddistingue la storia della nostra nazione ma mi piacerebbe sapere se sappiamo quali sono e se davvero tutti concordiamo con essi. Cosa guida le nostre scelte morali, i nostri orientamenti politici e sociali, su cosa si fondano i criteri che guidano le scelte e i comportamenti che assumiamo? Spesso il rischio è che noi agiamo per accontentare qualcun altro o raccogliere consensi che aiutino la nostra autostima; a volte ci lasciamo condizionare dal pensiero più in voga o da quello più semplice; a volte è sufficiente essere in regola con la legge senza porsi troppe domande. Cosa davvero guida un pensiero etico e morale, oggi è abbastanza difficile capirlo, e la stessa confusione c’è a livello religioso. Perché seguire gli insegnamenti di Gesù? Per accaparrarsi il paradiso? Per essere certi di essere buoni? C’è un Santo a cui sono affezionato ed è San Disma, così chiamato nella chiesa orientale, e che noi conosciamo come il buon ladrone. Una vita “a farne di tutti i colori” e alla fine, all’ultimo respiro, la salvezza. Ci sono affezionato perché mi viene sempre in mente quando qualcuno lamenta che oggi predichiamo troppo la misericordia di Dio e così la gente pensa di poter fare quello che vuole, tanto poi si salva chiedendo scusa!? Spesso rispondo che è proprio così, prendendo ad esempio lui, San Disma, il buon ladrone, e rilancio al contestatore o contestatrice chiedendo se la vita che fa pesa così tanto e se le scelte le fa per paura del giudizio di Dio o per Amore.
La stessa domanda la faccio a me stesso, almeno una volta al giorno, ed è la domanda che sta alla base del controverso brano del Vangelo di oggi, dove Gesù racconta questa parabola dopo aver incontrato il giovane ricco che voleva la vita eterna ma non voleva rinunciare a ciò che possedeva, e dopo che Pietro gli chiede cosa otterrà lui e gli altri discepoli per aver perso tutto ed essere a suo seguito. Tradisce interpretare questi versetti concentrandosi sul tema del lavoro per come lo concepiamo noi. Qui Gesù dice che la Vigna è il luogo dove si è impegnati, e c’è una chiamata a cui rispondere per potervi entrare. La Vigna è proprio l’appartenenza al Progetto di Salvezza di Dio, è Gesù stesso e l’amore incondizionato che versa in noi. Frutto della vigna è il vino cioè la Vita, il piacere, la gioia. Essere lavoratori non è, come possiamo intendere noi, avere soltanto ore di fatica in cambio di una paga. È partecipare al Progetto di Salvezza e godere della Vigna e del Vino che ne verrà. Stare fuori dalla Vigna significa stare dentro una vita in continua ricerca di senso e di amore, di scopo e di gioia. Vista così, chi è fuori fino all’ultima ora, proprio come il buon ladrone, perde l’occasione di una vita d’Amore e si accontenta di escamotage che durano poco e rischiano di svuotare e intristire ancora di più un’esistenza. Non sono da invidiare, anzi! Ecco perché la domanda iniziale: cosa o chi orienta le mie scelte? Se quello che faccio e sono è solo orientato ad accontentare Dio o qualcun altro e accaparrarmi affetto o il paradiso, la mia vita rischia di essere triste e il mio pensiero moralistico e arrabbiato! Un po’ come il figlio maggiore nella parabola del Padre Misericordioso in Luca. Se invece seguo il Vangelo per dare senso e luce alla mia esistenza, se seguo il Vangelo perché ho fatto esperienza di un Gesù che ama gratuitamente e senza pretendere nulla ma semplicemente per il piacere di amarmi, e vive la sua misericordia come strumento per ridare luce e vita alla mia esistenza e non come ricatto o minaccia per tenermi con sé, allora posso comprendere la risposta del padrone a fine giornata. Tutti abbiamo bisogno di sentirci chiamati ed amati, tutti! Nessuno è abbastanza bravo da essere già perfetto ma anzi, tutti necessitiamo di amore e perdono. Tanto più me ne rendo conto, tanto più so incontrare la Luce che è la fede in Gesù, e so godere della scelta di questo padrone (Padre) che, instancabile, esce ad ogni ora per cercare cuori da amare e vite da valorizzare. Fu ben espresso da Joseph Ratzinger il 19 Aprile 2005, giorno della sua elezione a Papa, l’atteggiamento di tutti noi credenti in Gesù: “Umile lavoratore della vigna del Signore”. Proprio l’Umiltà è ciò che ci permette di godere della chiamata alla Vita che Gesù ci fa ogni giorno, accogliendo anche coloro che arrivano all’ultimo istante.
Bellissimo quando le nostre comunità sapranno appropriarsi di questa consapevolezza, perché vorrà dire che nessuno si sentirà escluso per giudizi moralistici ma anzi, le nostre comunità sapranno farsi interessate e accoglienti verso ogni vita e ogni cuore in cerca di Dio.
O Signore, Dio di ogni bene,
tu che nella parabola dei lavoratori della vigna
ci sveli la tua generosità e la tua giustizia,
ascolta la nostra preghiera.
Tu chiami tutti a lavorare nel tuo Regno,
anche coloro che, ai nostri occhi, arrivano tardi.
Liberaci dal giudizio e dall’invidia,
che ci rendono incapaci di gioire per la bontà che doni agli altri.
Donaci un cuore umile e grato,
che si accontenta di ciò che riceve,
senza confrontarsi con gli altri.
Aiutaci a comprendere che la salvezza è un dono,
non un merito guadagnato.
Fa’ che la nostra vita sia un servizio a te e ai fratelli,
senza aspettarci nulla in cambio,
certi che la tua ricompensa è al di là di ogni nostro merito.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
San Giovanni Crisostomo
La giustizia di Dio non è una bilancia, ma un abbraccio.
Papa Francesco
Buona Giornata 😊
