Ogni vita è un’opera d’arte che piano piano prende forma e si rivela al mondo e come ogni opera d’arte è unica e originale, ha ispirazione propria e segue un suo percorso a volte semplice a volte tortuoso ma sempre ricco ed emozionante. Certo non è mai scontato come cammino e lo sanno bene coloro che soffrono il vuoto di non aver trovato il senso del loro esistere o lo sanno coloro che hanno dovuto lottare per affermare se stessi e farsi rispettare nella loro dignità; lo sanno coloro che sono sommersi di paure per ogni passo che devono fare e lo sanno tanti genitori che devono fare i conti con le scelte o le non le scelte che rendono diversi da come se li aspettavano i loro figli. Lo sa anche Gesù che nel Vangelo di oggi parla di un fuoco che deve venire sulla terra: esso è la rivelazione del sogno di Salvezza di Dio Padre che si realizzerà attraverso la Sua morte e risurrezione, momento che Gesù qui chiama “il Suo battesimo”. Se sono amato e sono salvezza, se sono creato per questo mondo, per contribuirne alla bellezza e alla bontà, devo emergere nella mia verità e non secondo le attese e aspettative di chi mi è accanto, né tantomeno sottomesso alle paure che mi tengono vincolato alle scelte più semplici o banali. E spesso, per chi cammina in cerca della verità si apre davanti un cammino fatto anche di divisione, secondo proprio le parole di Gesù: se è più importante avvallare le attese e le aspettative di chi mi ha generato, allora vivremo una pace apparente che in realtà è spegnimento di ogni entusiasmo e consapevolezza di sé, e porteremo avanti un copione senza mai vivere la nostra storia ma interpretando la storia che qualcun altro ha deciso per noi; se invece faccio emergere me, al di là delle attese e aspettative che mi pesano addosso, allora rischio di creare divisione, malumore, rottura.. ma essa è indispensabile perché quel vero “io”, unico e meraviglioso, possa germogliare ed arricchire il tempo presente. Il cammino di Fede è cammino di verità, svelamento di ciò che sono, con le mie caratteristiche e potenzialità, è ascolto di quel tesoro che è in me e chiede di germogliare in modo unico e originale perché solo così la mia vita sarà autentica e significativa. Credo che il Vangelo di oggi possa diventare davvero preghiera per molte vite, e non solo giovani, in cerca di un nuovo gusto del loro esistere!
C’è un’altra lettura importante e quanto mai oggi attuale: il fuoco sulla terra che addirittura divide, è immagine di una vita condotta dallo Spirito, che non si perde in frivolezze ma punta in alto, che si adopera per ideali significativi, che sa uscire da se stessa per essere strumento di rinascita, di giustizia, di pace. Questo fuoco è vita che non si lascia anestetizzare dalle futilità o dagli obiettivi egoistici di un benessere egocentrico e individuale, ma tiene aperti gli orizzonti e spalancato il cuore, vividi gli occhi e tese le orecchie e sa muovere passi di speranza, anche quando questi si ritrovano a scuotere le coscienze assopite di chi ci vive accanto ma non condivide con noi lo slancio alla vita. Chi vive con lo sguardo che esce dai miseri confini del proprio giardinetto ben curato, si trova spesso “diviso” da chi invece si è sdraiato nel lettino della propria comfort zone e non vuole né sapere né essere disturbato da ciò che (lui crede) non lo riguardi, ed è disposto anche a zittire le voci scomode, come coloro che nella prima lettura vogliono zittire il profeta Geremia gettandolo dentro la cisterna. Lo stiamo vivendo in questo periodo nel silenzio assordante, non solo della politica ma anche di noi cittadini, nei confronti del genocidio a Gaza, del proliferare di uomini che scambiano il potere di governo con il giochino dei propri interessi economici o egocentrici e proseguono guerre atroci e ingiustizie disumane. E non penso solo alla Russia contro l’Ucraina ma anche ai nostri paesi europei che, per interessi economici, non intervengono contro molti crimini in Congo e in altri paesi dell’Africa. Ma cosa possiamo noi in realtà? Innanzitutto informarci, sapere e da questo scegliere, anche nel nostro piccolo: scegliere con chi stare, scegliere di promuovere atteggiamenti di pace anche nel piccolo del nostro quartiere o del nostro paese, scegliere quando acquisto qualcosa, scegliere quando viaggio, quando incontro l’altro. Sapere plasma i miei pensieri e le mie parole, plasma le mie scelte e tutto il mio agire. Abbiamo perso il senso di partecipazione in tutti gli ambiti: politico ma anche sociale ed ecclesiale. In media oggi si preferisce il disimpegno e la delega per poi riempire le nostre giornate di lamentele e insoddisfazione. Vivere secondo il Fuoco dello Spirito significa stare dentro le trame della storia profumandola di Vangelo. Sembrerà niente e ininfluente ma in realtà lì dove lo Spirito può soffiare, qualcosa sa sempre germogliare. E Gesù, con toni fortemente determinati, oggi ci chiede di essere cristiani di fuoco, cristiani in gioco, cristiani dentro questo mondo per colorarlo di vita e di amore, il Suo Amore.
