‘… ogni scriba divenuto discepolo del Regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche.’ Secondo Silvano Fausti, lo scriba è colui che trasmette ciò che ha capito del messaggio di Gesù: ognuno di noi, nella misura in cui ha capito, deve vivere coerentemente e poi anche trasmettere! E cosa trasmettere? Innanzitutto il tesoro, che è fatto di novità, non solo di tradizione. C’è il pericolo che la religione sia semplicemente un qualcosa di passato, invece è importante essere molto aperti a ciò che è nuovo. C’è una cosa nuova, che nasce proprio ora, non te ne accorgi? Dio è presente, è sempre nuovo! Cristo è presente qui, ora, grazie alla storia che c’è stata ma aperto al cambiamento verso il futuro, ed è responsabilità di ciascuno di noi capire, accettare e compiere il cambiamento attraverso un discernimento personale e collettivo, fatto di preghiera, di confronto creativo e di fiducia nella Parola.
Matteo 13, 47-53

Certo: non solo Dio è antico ma sempre nuovo, attuale; ma anche la religione, la quale si appoggia sulla parola di Dio, ferma in quello che dice, ma suscettibile di essere intesa nei diversi tempi che si succedono.
E parola di Dio è anche la prima parte del vangelo di oggi. Dio vuole che tutti si salvino (la rete prende ogni tipo di pesci), ma non tutti si salvano. Mentre la Chiesa può dire riguardo a certe anime (i santi) che sono salve, essa non può sapere chi sia all’inferno. Ma non vi sono sofismi e arzigogoli che valgano a negare di questo la realtà.