Domenica 27 luglio

Gen 18,20-32   Sal 137   Col 2,12-14   Lc 11,1-13

Un commento

  1. Già nell’antico Testamento vediamo una cosa unica tra tutte le religioni: un uomo mortale, Abramo, che discute con Dio dando luogo a una singolare trattativa nella quale Dio modifica più volte quanto aveva già deciso. Nel Vangelo avviene un decisivo passo avanti: il rapporto con Dio non è più con l’uomo trattato, diciamo, da pari a pari, ma da padre a figlio, cosa prima di Cristo ancor più impensabile. A ciò consegue l’invito di Gesù a non farci riguardo a chiedere. Con questo non è detto che tutto diventi facile, che spariscono difficoltà e prove. Ma Gesù ci dice che abbiamo addirittura diritto di dire al Padre: “Padre, mi hai voluto mettere in questa condizione, hai permesso questa disgrazia: adesso mi devi aiutare a sostenerla”.

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