Il Male non è opera di Dio, non era contemplato nel Creato. Dio ha pensato ad un mondo fondato sull’Amore, ha seminato solo buon grano. Il rifiuto dell’Amore ha introdotto la zizzania e il Signore lascia che ciò continui ad essere una nostra libera scelta. Ma se anche pensassimo che ci sia il rischio che il Male abbia il sopravvento, la Parola ci rassicura: il padrone del campo non si preoccupa che la zizzania soffochi il grano, non teme che il raccolto si rovini. Il Bene che Dio ha creato resisterà fino alla fine, anche crescendo a contatto con il Male (fuori e dentro di noi) maturerà e porterà i suoi frutti.
(Mt 13,24-30)

Nella parabola si contrappongono due mentalità diverse: quella dei “giustizialisti” intransigenti e quella dei pazienti riflessivi. I primi non vedono che l’urgenza di eliminare il male, o quello che loro ritengono tale, i secondi sono inclini dare tempo al tempo. E questo anche nei riguardi della Chiesa. Ci sono quelli che in essa non vedono che ricchezza, lusso, corruzione da sradicare drasticamente; altri invece ammettono sì che non tutto nella Chiesa è perfetto, ma intanto non si arrogano la capacità di distinguere in modo infallibile; secondariamente lasciano a Chi di dovere la scelta di tempi e modi di intervenire secondo il suo infallibile discernimento.