Dacci un segno, viene chiesto a Gesù. Ma Lui ci dice che il segno è già stato dato con la sua venuta nel mondo, la sua morte e resurrezione, e il libretto di istruzioni per la nostra vita è il suo Vangelo, la sua Parola tramandata dai suoi discepoli via via per 2000 anni. Solo questo ci permette di mettere passo dopo passo tra le molte difficoltà che la vita ci fa incontrare, e come gli ebrei nel deserto riprendere il cammino sicuri che la luce dello Spirito, sopra di noi e dentro di noi, ci accompagnerà con l’amore di un Padre che è anche Madre.
Es 14,5-18; Mt 12,38-42

Alcuni scribi e Farisei chiedono a Gesù di operare davanti a loro un miracolo che dimostri la sua asserita divini. Gesù ovviamente non si presta a questo tipo di esibizione: oltre tutto sa benissimo che chi non è disposto a credere non crederebbe neanche davanti ai miracoli. E di questo abbiamo copiosi esempi in tutte le epoche.
Gesù conclude con un richiamo a quanto avverrà nel giudizio finale: chi non avrà creduto avendone tutte le possibilità si troverà mortificato da chi invece si sarà convertito o addirittura dai pagani incolpevoli. Speriamo di non trovarci domani tra coloro che subiranno questa figuraccia!