Giovedì 3 luglio

Ef 2,19-22

Un commento

  1. L’osservazione di Gesù “Tu hai creduto ecc.” non è un rimprovero a Tommaso, che peraltro non si era fidato non di Gesù, ma dei suoi dieci colleghi (chi avrebbe creduto a chi diceva di aver visto una persona che tutti sapevano morta?); inoltre essa valeva, anche a maggior ragione, per gli stessi dieci apostoli, che avevano VISTO prima di Tommaso. Più importante il rilievo di Gesù è per noi, che siamo tra coloro che non hanno visto, ma che arrivano a credere attraverso una bimillenaria catena di credenti e testimoni su cui si sono venuti costiuendo la tradizione e l’insegnamento della Chiesa. Siamo quindi “più beati degli stessi apostoli”: del resto l’aver visto non è la cosa più necessaria, e non è nemmeno sufficiente (quanti sono, in tutti i tempi, coloro che hanno visto miracoli ecc. eppure continuano a non credere?).
    Un’altra cosa. Da questo passo di s. Giovanni sappiamo che Gesù risorto mantiene nel suo corpo glorioso le cicatrici della passione (chiodi) e della morte in croce (il colpo di lancia): con esse lo si vedrà nell’ultimo giorno e nell’eternità, segno indelebile della sua missione sacrificale salvifica stabilita ab aeterno.

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