Lunedì 30 giugno

Gn, 18,16-33; Sal 102; Mt 8, 18-22

3 commenti

  1. Gesù non vuole che la folla si abbandoni a entusiasmi eccessivi dopo le molte guarigioni da lui operate nella giornata: per questo sul far della sera dà ordine (sic!) di passare all’altra riva del lago. C’è uno scriba, cioè un dottore della legge, che vorrebbe ancora seguirlo. E il Maestro risponde con la famosa frase: “Le volpi ecc.” Questa è spesso intesa come una prova della povertà di Gesù, ma a torto. Gesù non volle essere ricco, ma certamente non era neppure povero (sarebbe lungo qui elencarne gli indizi). La frase delle volpi e degli uccelli si riferisce al fatto che coloro che si mettano alla sequela del Maestro e alla diffusione del suo insegnamento devono dedicarvi tempo, energia e l’intera vita, anche rinunciando a comodità, tranquillità e talora addirittura ad affetti (come emergerà dalla risposta che Gesù darà subito dopo a un discepolo).

  2. Certo è Lui che salva, e non bisogna preoccuparsi di vedere risultati, ma le Sue mani in questo mondo siamo tutti noi. Allora facciamo qualcosa di piccolo ma facciamolo. La Coop di Firenze non vende più prodotti israeliani? Iniziamo a non comprarli negli altri supermercati. Scambiamoci questo tipo di informazioni e poi firmiamo anche le petizioni. Abbiamo dimenticato alcune forme di protesta che utilizzavano quando avevamo un senso di corresponsabilità maggiore.

  3. …e comunque è tutto ciò che possiamo fare!!!
    Facciamolo, seminiamo , e non preoccupiamoci dei risultati anche se questo non è nella nostra indole, perché vorremmo vederli presto, ma…
    È Lui che salva il mondo!!

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