Giovedì 19 giugno

(Mc 6, 7-15)

Un commento

  1. La seconda Lettera ai Corinzi, che la liturgia presenta pezzo per pezzo in questi giorni, è la più drammatica delle lettere di s. Paolo. La giovane comunità che l’Apostolo aveva fondato è afflitta da burrascose vicende che gli causano angoscia e pena. Riassunte in breve, presentano in nuce quanto si vede in grande nel mondo di oggi. Sono comparsi personaggi più o meno strani, che presentano ognuno un Gesù riformato a proprio modo: circolano varianti del vero Vangelo che in realtà sono voci che il mondo stesso accomoda in funzione di nuovi “cristianesimi” fumosamente spirituali, moralizzanti, buonisti, apparentemente “aperti” e tolleranti. E la Chiesa, come allora s. Paolo, fa fatica a presentare la vera dottrina, che viene ritenuta sorpassata, intollerante, inadatta al mondo moderno.

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