Venerdì 13 giugno

(Mt 5,27-32)

Un commento

  1. Giusto ieri dicevo che Gesù, quando dice di non essere venuto ad abolire la Legge, ma a completarla, lo fa applicando maggiore rigore e severità; e questo non accentuando i ben noti formalismi delle prescrizioni giudaiche, ma andando alla sostanza delle cose. Intanto Gesù interviene severamente su mancanze che ka nostra logica considera meno gravi. E poi (cosa più importante) non solo rimane condannato il peccato effettivamente e materialmente compiuto (cosa ovvia), ma Gesù equipara al peccato anche l’intenzione, la volontà di peccare: e questo nella sostanza è inequivocabilmente giusto.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *