Il Signore è lo Spirito e, dove c’è lo Spirito del Signore, c’è libertà.
La frase nella lettera di San Paolo mi riempie di gioia. Quando lo Spirito c’è e si manifesta c’è libertà. È una certezza ed un vero motivo per impegnarci ogni giorno con noi stessi e con gli altri. Ogni pensiero, ogni azione guidati dallo Spirito del Signore ci porta ad un livello più alto, più vicino a Lui.
La libertà è un dono di Dio, che permette di vivere secondo la propria fede e di superare le difficoltà della vita.
Il Signore è libertà e non si tira indietro davanti all’esigenza di andare oltre tutti i limiti, persino quelli del buon senso o della consuetudine, con una capacità di andare sempre più al cuore e all’essenza delle realtà.

Naturalmente “monogamico elevandolo”.
L’altro giorno nel Vangelo secondo Matteo Gesù diceva che Gesù non era venuto per abolire la Legge, ma per completarla. In quello di oggi vediamo che questo completamento o perfezionamento avviene in senso più severo e restrittivo. Infatti non solo per l’omicidio si sarà condannati, ma anche per l’odio o il disprezzo verso i fratelli. Una cosa analoga avverrà nella morale matrimoniale: la legge di Mosè condannava l’adulterio, Gesù condanna anche quello non consumato materialmente; per non parlare del fatto che Dio aveva permesso in antico poligamia, divorzio e ripudio, mentre Gesù afferma il matrimonio rigorosamente monografico elevando a sacramento.