Giovedì 5 giugno

At 22,30;23,6-11 – Sal15 – Gv  17,20-26

Un commento

  1. Dalle letture di oggi mi sembra che emergano due cose fondamentali. Dagli Atti degli Apostoli l’ordine dato a s. Paolo da Gesù Cristo in persona di predicare il suo nome non solo a Gerusalemme, ma anche a Roma. Non è difficile rendersi conto che l’arrivo e la permanenza di s. Paolo nella capitale dell’impero abbiano impresso una svolta alla storia mondiale.
    La Seconda cosa fondamentale è nel Vangelo. Gesù prega il Padre non solo per gli Apostoli che sono con lui (“questi”), ma “anche per coloro che crederanno in lui grazie alla loro parola”. Gesù chiede anzi che tra essi e lui ci sia la stessa unità che c’è tra lui e il Padre. È chiaro che il discorso vale anche per le successive generazioni di credenti: i discepoli dei discepoli e giù giù fino a noi, cioè fino alla Chiesa dei nostri giorni, unita a Cristo come lui è unito al Padre e il Padre a lui.

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