I discepoli non hanno più dubbi: Gesù viene da Dio. A loro sembra di aver finalmente capito tutto, ma Gesù conosce la loro fragilità, sa che, entro breve, spaventati lo abbandoneranno. Solo il Padre sarà sempre con Lui. Noi siamo come gli apostoli, fragili, spesso convinti di aver capito tutto, ma in realtà spaventati perché il messaggio che Gesù ci ha trasmesso non è di facile comprensione. Essere capaci di seguirlo è determinante, ma spesso ci allontaniamo da Lui, convinti invece di aver capito cosa dire e cosa fare. Gesù. Però c’è sempre, siamo noi, che per la nostra fragilità ed insicurezza guardiamo troppo lontano e perdiamo la strada che ci è stata indicata… E’ importante seguire il suo messaggio, in realtà semplice, perché basato sull’amore che Gesù ci ha trasmesso ed indicato.
Giovanni, 16, 29-33

Nel grande discorso pronunciato da Gesù dopo l’uscita di Giuda dal cenacolo, che s. Giovanni riporta nei capitoli 14-17 del suo Vangelo la parola “mondo” ricorre almeno 25 volte, tra le quali culmina l’affermazione contenuta nel passo di oggi: “Io ho vinto il mondo”.
Nella Scrittura il termine “mondo” ha tre significati. 1) Il creato, realtà inequivocabilmente positiva, giudicata buona dal Creatore stesso via via che procede nella sua opera; 2) gli uomini, l’umanità (“Sono venuto non per giudicare il mondo, ma per salvare il mondo”); 3) l’insieme di tutte le realtà (idee, comportamenti, correnti ecc. ecc.) che sono indifferenti o in antitesi all’avvento del regno di Dio.
Nei quattro capitoli del discorso il significato di gran lunga prevalente è il terzo: troppo lungo sarebbe fare una rassegna anche parziale delle espressioni in cui il termine “mondo” ricorre, ma la conclusione è che con il sacrificio redentivo di Cristo il mondo e il suo Principe sono definitivamente sconfitti.