Venerdì 30 maggio

At 18,9-18

Un commento

  1. “Quel giorno non mi domanderete più nulla”. Poco prima (come si è letto nei passi evangelici dei giorni scorsi) i discepoli avevano posto a Gesù varie domande su dove andasse, che cosa significasse “ancora un po’ e mi vedrete…”ecc. Ora dice che “in quel giorno” non faranno più domande. Il giorno è quello della gioia, cioè il tempo che seguirà alla glorificazione del Signore con la resurrezione, tempo che dura ancora oggi. E dopo la resurrezione né i discepoli né noi abbiamo più bisogno di fare domande: la divinità di Cristo è inequivocabilmente e definitivamente resa evidente dal più clamoroso dei miracoli. Naturalmente per chi crede, come credettero Pietro e Giovanni giunti al sepolcro vuoto. Purtroppo succede anche quanto è detto alla fine della parabola del ricco epulone: “Neppure se vedessero uno tornare dal regno dei morti crederebbero”. E’ stato così poco dopo la resurrezione, come ben descritto negli Atti, e poi lungo tutti i secoli fino al giorno d’oggi.

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